Fondi archivistici

Di seguito i principali fondi archivistici conservati presso l’ente Provincia di Massa-Carrara.

Si tratta di una breve guida in continuo aggiornamento. Il censimento, il riordino e la descrizione dell’archivio infatti è tutt’ora in corso. Per ogni informazione preliminare su ricerche scrivere agli indirizzi indicati nei Contatti in home page o in Orari e Servizi

Provincia di Massa-Carrara
Fondo
Estremi cronologici: 1859-
Consistenza: ca. 2500 unità conservative tra faldoni, volumi e registri; 
Ente produttore: Nella primavera del 1859, con la deposizione di Francesco V d’Este, il ducato di Modena eReggio (comprendente anche i territori di Massa e Carrara) venne definitivamente annesso al Regno di Sardegna e il suo territorio diviso dal commissario regio Luigi Carlo Farini, sul modello francese, in Provincie, Circondarj, Mandamenti e Comuni in base al regio decreto n. 79 del 27 dicembre 1859. In ogni Provincia furono nominati un Governatore e un Vice Governatore e fu istituito un Consiglio di Governo. L’amministrazione di ogni Provincia fu composta da un Consiglio provinciale e da una Deputazione provinciale che veniva eletta dal Consiglio stesso e presieduta dal Prefetto.

La Provincia di Massa e Carrara, costituita con tale denominazione il 27 dicembre 1859, divenne parte del regio territorio dell’Emilia con capoluogo Bologna e fu suddivisa nei circondari di Massa e Carrara, a sua volta suddiviso nei mandamenti di Massa, Carrara, Fivizzano, Aulla, Calice, Tresana, Fosdinovo e di Pontremoli, a sua volta suddiviso nei mandamenti di Pontremoli, Bagnone, Mulassa [Mulazzo] Con regio decreto n. 4461 del 4 dicembre 1860 si istituivano i tribunali di Massa, Pontremoli e Castelnuovo Garfagnana, sotto il distretto della corte di appello di Genova (con Massa quale sede di circolo di corte di assise competente anche per Pontremoli e Castelnuovo). In questo modo la Garfagnana amministrativamente dipendeva da Modena (trovandosi dal 1859 sotto la Provincia di Modena) e giudiziariamente da Massa e Carrara. Risolse questa sfasatura il regio decreto n. 4471 del 15 dicembre 1860 che stabiliva che a partire dal 1 gennaio 1861 il circondario di Castelnuovo Garfagnana venisse incorporato nella Provincia di Massa e Carrara facente parte della regione Toscana.

Con regio decreto n. 1913 del 2 settembre 1923 venne istituita la Provincia della Spezia e furono trasferiti ad essa i comuni di Calice al Cornoviglio e Rocchetta Vara. Poco dopo, con regio decreto n. 2490 del 9 settembre 1923, anche il circondario di Castelnuovo Garfagnana venne meno, passando alla Provincia di Lucca. Con regio decreto n. 1860 del 16 dicembre 1938 la denominazione della Provincia, comprendente i comuni di Massa, Carrara e Montignoso, divenne Apuania e le tre città unite in un unico comune. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 la provincia divenne il cardine occidentale della linea difensiva tedesca, la cosiddetta Linea Gotica, costruita nella primavera/estate del 1944. In tutto il territorio si sviluppò un’intensa resistenza, armata e civile,  fino alla liberazione nell’aprile del 1945, che è valsa alla Provincia di Massa-Carrara la medaglia d’oro al valor militare e ai  Comuni di Massa e Carrara la medaglia d’oro al merito civile. Con decreto legislativo luogotenziale n. 48 del 1 marzo 1946 si ripristinò la situazione preesistente, con i tre comuni di Massa, Carrara e Montignoso e la denominazione di Provincia di Massa-Carrara. Il capoluogo provinciale fu posto nel ricostituito comune di Massa, anche se alcuni uffici e strutture di dimensione provinciale rimasero a Carrara. Il trattino, indicato nel Decreto, non fece che innescare ulteriori turbolenze nella querelle sul nome della provincia, da sempre indicato in molteplici forme; già nel 1902 la Deputazione provinciale inviò una circolare a tutti sindaci della Provincia perche disponessero che in ogni atto amministrativo fosse usata la denominazione Massa e Carrara; quasi un secolo più tardi, nel 1992, un’azione popolare chiedeva il ripristino del nome Massa e Carrara, richiesta disattesa dalla Delibera di consiglio provinciale del luglio 1992 che confermò la denominazione Provincia di Massa-CarraraL’abrogazione del decreto legislativo luogotenziale di cui sopra, ai sensi del recente Decreto Legge 22 dicembre 2008, n. 200, convertito in legge n. 9 del 2009, sembrò aprire uno spiraglio normativo per la ripresa della denominazione Massa e Carrara. Ma nuovamente, nel bailamme giuridico tipicamente italiano, si abroga l’abrogazione [!?] con decreto legislativo n. 179 del 2009. Dunque, ai sensi della decreto 48 del 1946, Massa-Carrara torna ad essere la denominazione corretta a norma di legge.

Se già i decenni del XIX secolo e quelli del primo Novecento vedevano l’ente svolgere le sue funzioni principalmente nei settori di beneficienza, strade e ponti, igiene, bonifiche, opere idrauliche, caccia e pesca, edifici pubblici, gli anni del dopoguerra videro l’ente provinciale fortemente impegnato nelle attività di assistenza e beneficienza, di pubblica istruzione, di sanità ed igiene (Consorzio antitubercolare), di assistenza alla maternità e all’infanzia (Onmi), di sviluppo dei settori agricolo e forestale. Importante fu il ruolo della Provincia per la ricostruzione post bellica (strade, opere igieniche ed edifici scolastici), per la quale nacque un vero e proprio Comitato nel 1945. Sempre nel 1945 è la nascita dell’Autoparco provinciale, per la gestione dei trasporti cittadini. Nacquero quindi comitati e consorzi anche per le altre principali attività di ricostruzioni ed assistenza quali il Comitato per la per la custodia e amministrazione delle colonie (1945), Comitato per la bonifica dei campi minati (1945), Commissione per la precedenza nella liquidazione dei danni di guerra (1946), (Consorzio Zona Industriale, 1947), Consorzio per il bacino di Tendola e Turano (1949). Solo a partire dagli anni ’70 tra le voci del titolario iniziano ad affacciarsi significatamente temi quali turismo e cultura, belle arti, rifiuti ed ambiente e solo dagli anni ’80 vengono meno le competenze in tema di beneficienza, assistenza ai disabili, illegittimi, infermi perché passati alle USL. Appartengono agli anni ’80 le attribuzioni di competenze in tema di protezione civile (1985), agli anni ’90 quelle relative alla formazione (1995), e al 2000 l’istituzione della commissione pari opportunità e politiche sociali. In particolare hanno delineato con maggior precisione le competenze delle province sia il decreto legislativo n. 112/1998, che ha conferito alle Province ulteriori funzioni prima spettanti allo Stato o alle Regioni, in adesione al principio di sussidiarietà, sia l’art. 19 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (TUEL)
Breve descrizione: Il fondo raccoglie 150 anni di storia umana, economica, politica, sociale e culturale attraverso le serie comuni ad ogni ente pubblico locale: la Serie Atti amministrativi (verbali delle sedute, deliberazioni degli organi quali Consiglio provinciale, Giunta provinciale (già Deputazione provinciale), Dirigenti, Segretario, Presidente, ovvero l’apparato amministrativo dell’Ente); quindi la Serie del Personale e quella dei Contratti, la Serie Carteggio generale e poi i singoli complessi documentari prodotti dai singoli settori.
Strumenti di corredo o ricerca: elenchi di consistenza informatizzati, registri di protocollo, registri di deliberazioni e determinazioni, rubriche del personale
Stato di conservazione ed accessibilità: parzialmente riordinato e parzialmente accessibile
Nota: gran parte dell’archivio storico (1859-1942) è conservato presso l’Archivio di Stato di Massa. Vedi info sotto link utili.

FONDI AGGREGATI

APT – Agenzia per il Turismo
Fondo
Estremi cronologici: 1929-2011
Consistenza: ca. 1200 unità conservative (subfondo documentale); ca. 5000 unità documentali (altri subfondi) Ente produttore: Il fondo raccoglie 80 anni di attività turistica dell’ente nelle sue varie trasformazioni istituzionali, oggi confluito, a seguito della soppressione dell’ente, nell’Archivio provinciale di Massa-Carrara. Le valenze d’igiene e benessere, prima ancora che di svago, della costa apuana, sono testimoniate fin dal primo novecento dal riconoscimento, nel 1911, dell’Esposizione Internazionale d’Igiene, che riconobbe l’efficacia curativa del clima della zona e dalla conseguente decisione di costruire qui le più importanti colonie marine di grandi industrie del nord Italia quali Olivetti, Fiat, Edison, Motta, in grado di ospitare, in 12 strutture, fino ad ottomila bambini. È del 1929 la concessione, in base al  regio decreto legge n. 765 del 15 aprile 1926, che il Comune di Massa ottenne di poter costituire una Stazione di cura, soggiorno e turismo nella frazione Marina di Massa. Stretta è la collaborazione, anche economica, dell’Azienda di Soggiorno e Turismo di Marina di Massa, a partire dagli anni ’30 del XX secolo, con l’Ente Provinciale per il Turismo (enti istituiti sul territorio nazionale nel 1935 per R.d.L.), poi divenuto vera e propria struttura periferica del Ministero del Turismo a partire dall’istituzione dello stesso nel 1959. Nacque successivamente, per mancanza iniziale di alcuni requisiti, anche l’Azienda di Soggiorno e Turismo di Marina di Carrara. Gli anni produttivi e costruttivi del dopoguerra vedono il formarsi di un ricchissimo archivio di documenti, opuscoli promozionali, cartografia, fotografie, poster. A seguito dello smantellamento degli Enti Provinciali del Turismo PT e delle Aziende di Soggiorno negli anni ’90, fu istituita l’Azienda di Promozione Turistica da parte della Regione Toscana, che ne mantenne l’amministrazione fino alla recente nascita delle Agenzie per il Turismo istituite dalla legge 42/2000, a loro volta cessate nel 2011.
Breve descrizione: L’archivio prodotto dagli enti sopradescritti è oggi un patrimonio inestimabile per la storia del territorio, nelle sue valenze naturalistiche, storiche, artistiche, commerciali e, naturalmente, iconografiche. Oltre all’archivio documentale, sono conservati importanti subfondi quali quello fotografico, composto da migliaia di positivi e negativi, relativi alla storia del turismo ma inevitabilmente testimoni della storia del territorio provinciale (si veda, ad esempio, la testimonianza fotografica della città di Massa distrutta dai bombardamenti, o quella relativa ai danni causati dall’erosione del mare e dal devastante tornado del 1977), quello audiovisivo, composto da riprese cinematografiche e video di promozione del territorio, realizzati a partire dagli anni ’70 e conservati su supporti vari (pellicole, vhs, dvd); l’archivio eidografico, composto da centinaia di brochure promozionali, elenchi alberghi, cartografie, depliant e cataloghi di mostre, talvolta testimoni di matite d’autore, come il celebre poster con l’immagine femminile sul pattino in mare e le Apuane alle spalle di Filippo Romoli, tra i maggiori illustratori e cartellonisti del Novecento (Savona 1901- Genova 1969). Ed ancora, seppur appartenenti per morfologia a diverse tipologie di beni culturali, la biblioteca e la pinacoteca.
Strumenti di corredo o ricerca: elenco di consistenza informatizzato, registri di protocollo
Stato di conservazione ed accessibilità:
parzialmente riordinato ed accessibile

Comunità Montana delle Apuane
Fondo 
Estremi cronologici: non identificati
Consistenza: non identificata
Ente produttore: Ai sensi della legge 1102 del 1971, a cui fece seguito la legge regionale n. 33 del 1972 che delimitò i territori montani in zone omogenee, nacque nel settembre 1973 la  Comunità montana della zona marmifera apuo-versiliese costituita tra i comuni di Carrara, Massa, Montignoso, Seravezza e Stazzema. Poco più tardi, nel febbraio 1974, nacque la Comunità montana della Lunigianacostituita tra i comuni di Aulla, Bagnone, Comano, Casola, Filattiera, Fivizzano, Fosdinovo, Licciana Nardi, Mulazzo, Podenzana, Pontremoli, Tresana, Villafranca in Lunigiana, Zeri.  Nate per sovrintendere, come da statuti degli anni ‘70, “alla eliminazione degli squilibri di natura economica e sociale, alla valorizzazione delle risorse, alla difesa del suolo e alla protezione della natura”, si vedono poi affidati, dalla legge del 1992 che ridefinisce i ruoli e compiti delle Comunità montane, i compiti di “valorizzazione delle zone montane”, gli “interventi speciali per la montagna” stabiliti dal leggi regionali e statali, “la programmazione e la gestione degli interventi disposti dalla CEE applicabili ai territori montani svantaggiati”, ed in generale “le funzioni regionali in materia di attività produttive extragricole, agricoltura, bonifica integrale e montana, foreste, patrimonio agricolo forestale regionale, prodotti del sottobosco, risorse faunistiche, agriturismo”.

 La legge regionale n. 16 del 1981 ridefinì i confini delle aree montane omogenee ; quindi nel novembre 1982, con delibera regionale 742, si approvò un piano di successione dalla ormai ex Comunità montana della zona marmifera apuo-versiliese in favore delle comunità montane zona B (comprendenti i comuni di Fosdinovo e parzialmente Carrara Massa e Montignoso) e zona M (comprendente i comuni di Seravezza, Stazzema e parzialmente il comune di Camaiore). La Comunità montana della Lunigiana restò immodificata, corrispondendo il territorio precedentemente coinvolto alla zona omogenea nuovamente delineata come zona A. Nel marzo del 1983 fu approvato lo statuto della Comunità montana delle Apuane zona B  (Carrara, Massa, Montignoso, Fosdinovo), che andava a sostituire per il territorio di costa la precedente  Comunità montana della zona marmifera apuo-versiliese. Meno di dieci anni dopo, con legge regionale n. 39 del 1992, si decreta che tale Comunità montana delle Apuane venga soppressa. Con delibera 199 del 1995 la Regione approva il piano di successione della Comunità montana delle Apuane trasferendone beni, personale (in parte) nonchè l’archivio all’amministrazione provinciale di Massa-Carrara.  La Comunità montana della Lunigiana si trasforma invece, nel 2012. 37 Unione di Comuni Montana Lunigiana
Breve descrizione: la documentazione della Comunità Montana delle Apuane trasferita a seguito della soppressione dell’ente presso la Provincia di Massa Carrara è stato solo in parte esaminato, riordinato e descritto relativamente a parte della serie del Personale
Strumenti di corredo o ricerca: parziale elenco di consistenza informatizzato
Stato di conservazione ed accessibilità: parzialmente riordinato ed accessibile

Opera Nazionale Maternità e Infanzia. Federazione provinciale
Fondo
Estremi cronologici: 1953-1975
Consistenza: 51 unità conservative
Ente produttore:Il fondo raccoglie parte della documentazione prodotta dall’Opera Nazionale per la protezione della Maternità ed Infanzia (Onmi). Fu sciolto in data 31 dicembre 1975. In quanto Ente autonomo era dotato di proprio personale, bilanci e personalità giuridica ed i documenti si trovano per lo più presso al Ministero del tesoro Gestione stralcio ex Onmi a Roma.
Breve descrizione: la documentazione dell’Onmi rilevata presso l’ente consiste in poche unità conservative della serie Personale e della serie Carteggio generale comunque piuttosto lacunose.
Strumenti di corredo o ricerca:  elenco di consistenza informatizzato
Stato di conservazione ed accessibilità:  riordinato ed accessibile

Ente interprovinciale Asili infantili della Lunigiana e Garfagnana
Fondo
Estremi cronologici: 1922-1964
Consistenza: 29 unità conservative
Ente produttore: Indicata anche come Opera pia asili infantili di Lunigiana e Garfagnana l’Ente interprovinciale asili infantili della Lunigiana e Garfagnana si occupava nella prima metà de XX secolo di assistenza all’infanzia tramite asili ma anche cure presso colonie marine sia in Lunigiana (Asili di Castiglione, Sassalbo, Villafranca, Fivizzano, Comano, Virgoletta, Tavernelle, Regnano, Vigneta) che in Garfagnana (Asili di Camporgiano, Fosciandora, Gramolazzo e Pieve S. Lorenzo, Magliano, Piazza al Serchio, Pieve Cosciano, S. Romano, Sillano, Vagli, Villacollemandina). Da segnalare la presidenza, a partire dal 1932, del conte Ernesto Lombardo, il noto industriale fondatore del cotonificio La Filanda di Forno (Massa), dell’Orfanotrofio femminile Figlie di Maria Ausiliatrice di Carrara nonché donatore del famoso “milione” con cui venne acquistato il palazzo che fu la prima sede dell’Ateneo Unviersità Cattolica del Sacrio Cuore di Milano.
Breve descrizione: anche la documentazione dell’Ente interprovinciale Asili della Lunigiana e Garfagnana conservata presso l’ente consiste in poche unità conservative della serie Personale e della serie Carteggio generale comunque piuttosto lacunose.
Strumenti di corredo o ricerca: elenco di consistenza informatizzato
Stato di conservazione ed accessibilità: riordinato ed accessibile

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