Emigrazione e immigrazione in terra Apuana tra il XIX e XX secolo

Passaporti estensi e francesi, statistiche dei movimenti della popolazione di fine ‘800, relazioni prefettizie, norme comportamentali da tenere all’estero, circolari ministeriali dell’età fascista, elenchi di emigrati.

E’ una mostra documentaria che fa riflettere sul nostro passato non troppo lontano, quella che l’Archivio di Stato di Massa inaugura sabato mattina alle 9 all’interno dell’istituto di via Sforza 3.

“Emigrazione e immigrazione in terra Apuana tra il XIX e  XX secolo” è il titolo della mostra che nelle mattinate di sabato e domenica (orario 9-13) sarà aperta al pubblico ma che fino al 6 ottobre sarà fruibile anche tutti i giorni feriali in orario di apertura dell’istituto (lunedì, mercoledì e venerdì 8.15-13.45, il martedì e giovedì 8.15-17.15).

Stesso tema anche per la sezione di Pontremoli che inaugurerà sabato pomeriggio (14.30-18.30) e resterà visitabile in orario di aperta al pubblico dell’istituto.

Una iniziativa che rientra nelle “Giornate europee del patrimonio” volute dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo che nel prossimo fine settimana apre moltissimi luoghi della cultura in tutta Italia per una offerta culturale composita, pensata per tutti i gusti, ma anche per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla importanza della cultura, quale valore fondamentale per l’identità di un intero popolo e veicolo di crescita.

In mostra anche volumi in lingua esperantista su emigrazione e immigrazione, conservati nella biblioteca nazionale di esperanto che ha sede proprio nell’archivio di stato. La mostra mette a fuoco i movimenti migratori che hanno visto molti carraresi, massesi e lunigianesi fare la valigia per cercare fortuna in Europa o addirittura in altri continenti. Numerosissimi quelli che hanno raggiunte l’America meridionale, specialmente Brasile e Argentina, ma è documentata anche una forte  emigrazione in molti paesi europei, soprattutto Francia, Belgio e Germania. Ma ci sono anche quelli che dall’estero sono venuti all’ombra delle Apuane come le famiglie di industriali inglesi che sono venute a lavorare il marmo portando anche importanti innovazioni tecnologiche, o come chi dalla Svizzera ha portato le delizie dei propri prodotti alimentari.

Un tuffo nel passato per ricordare e capire, ai tempi in cui per andare a Genova o a Roma occorreva il passaporto perché l’Italia unita era ancora un sogno di pochi.

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